
Organizzare le lezioni significa creare lo spazio mentale, creativo e pedagogico per insegnare in modo vivo.
Dopo anni a insegnare alle medie, costruire i miei sistemi di pianificazione e progettare una piattaforma edtech per docenti, ho capito che la programmazione funziona solo quando sostiene il tuo modo di insegnare, non viceversa.
Quello che segue è l’approccio che uso oggi, frutto di esperienza, errori, sperimentazioni e del desiderio di combattere la routine che uccide la curiosità (in noi e negli studenti).
1. Parti da Macro-Milestone (anche sapendo che non le rispetterai)
Una delle abitudini più potenti è mappare l’anno scolastico tramite checkpoint approssimativi.
Non li rispetterai perfettamente.
Non dovresti.
Il loro valore è orientativo più che prescrittivo.
Queste milestone ti permettono di rispondere presto a domande essenziali:
- Quanto tempo merita ogni argomento?
- Dove la classe avrà bisogno di più profondità o più velocità?
- Quali settimane devo proteggere per recuperi, revisioni o progetti?
Con le macro-milestone, eviti di scoprire ad aprile che sei ancora al Capitolo 3.
2. Studia il libro di testo: conosci punti forti e debolezze
Anche quando non scegli tu il libro, devi conoscerlo a fondo prima dell'inizio dell'anno.
Chiediti:
- Cosa spiega bene?
- Dove è incompleto, superficiale o sbilanciato?
- Su cosa dovrai integrare con materiali migliori?
Avrai meno sorprese e insegnerai con più intenzionalità.
3. Decidi cosa farai diversamente quest’anno
Ogni anno scegli una o due cose non convenzionali da introdurre.
Può trattarsi di:
- un’unità tematica
- una piccola sperimentazione di flipped classroom
- un progetto creativo
- un dibattito strutturato
- un’introduzione sorprendente a un argomento complesso
Preparale con anticipo.
Danno freschezza e movimento al tuo insegnamento.
4. Pianifica una prima lezione ad alto impatto
Se è una nuova classe (ma anche se non lo è), la prima lezione imposta il tono dell’intero anno.
Falla:
- diversa da ciò che gli studenti si aspettano
- chiara nella struttura ma sorprendente
- un segnale esplicito dell’esperienza che vivranno con te
Partire forte significa guadagnare curiosità e attenzione che possono durare mesi.
5. Correggi i classici errori di preparazione
Prima di costruire il mio sistema, mi scontravo con:
- file sparsi ovunque
- troppa improvvisazione
- dipendenza dal libro per mancanza di tempo
- preparazione fatta tardi, spesso nel weekend
- progettazione passiva invece che intenzionale
Quando la routine si rompe, la pianificazione diventa sopravvivenza.
6. Usa sessioni di lavoro brevi e focus (tecnica del Pomodoro)
La tecnica del Pomodoro ha cambiato il modo in cui preparo le lezioni.
Venticinque minuti bastano spesso per abbozzare una lezione intera se hai chiaro l’obiettivo.
Due abitudini di supporto lo rendono ancora più efficace:
- Evita la preparazione nel weekend — la qualità precipita.
- Crea una zona studio dedicata a casa — un ancoraggio fisico per la concentrazione.
Con l’ambiente e la finestra mentale giusta, preparare le lezioni diventa più veloce e meno stressante.
7. Essere preparati apre la strada alla libertà in classe
Ecco la verità nascosta:
Una buona preparazione non rende rigide le lezioni, ma più flessibili.
Quando la struttura è chiara, hai più libertà di:
- seguire digressioni nate dalle domande degli studenti
- inserire micro-progetti
- esplorare questioni impreviste
- collegare gli argomenti tra loro
- adattarti all’energia della classe
Chi non è preparato deve seguire il libro.
Chi è preparato può deviare, e spesso è lì che avviene il vero apprendimento.
8. Porta in classe il pensiero anti-mimetico: la regola del 10%
Dedicare il 10% delle lezioni a contenuti che contraddicono la narrativa dominante stimola senso critico e curiosità.
Ispirato al pensiero di René Girard, questo approccio mostra agli studenti che la realtà non è monolitica.
Il 10% può includere:
- autori con interpretazioni impopolari
- teorie scientifiche contestate
- controversie storiche
- provocazioni filosofiche
- prospettive critiche sulle “verità accettate”
Gli studenti — anche gli 11enni — si illuminano quando scoprono che:
La conoscenza evolve.
Il pensiero critico nasce dal confronto, non dall’uniformità.
9. I 3 errori più comuni nella programmazione delle lezioni
Per esperienza diretta:
Errore 1 — Seguire il libro pagina per pagina
Evita fatica ma uccide la creatività.
Errore 2 — Fare tutto “a modo proprio” senza struttura
Sembra libertà, diventa caos.
Errore 3 — Preparare sempre all’ultimo minuto
Trasforma l’insegnamento in gestione emergenze.
Un buon sistema evita tutti e tre.
10. Crea un’unica casa per le tue lezioni
Gli insegnanti nhanno bisogno di un solo posto in cui vive tutto:
- lezioni future
- lezioni passate
- file
- to-do
- note e adattamenti
- contenuti riutilizzabili
Questa idea ha guidato anche la filosofia dietro l’app che sto costruendo:
non più complessità ma meno frammentazione.
Una sola casa significa:
- più chiarezza
- preparazione più rapida
- meno stress
- maggiore intenzionalità
Questo in Italia si scontra con i registri elettronici, il leviatano della scuola: tanti insegnanti ci chiedono di integrarci con loro, perché utilizzare GapFiller significa fare un doppio lavoro di inserimento.
Capiamo benissimo il problema e lo viviamo tutti i giorni, ma al momento non solo questo non è possibile, ma neanche auspicabile, perché per farlo dovremmo rinunciare a tutte le cose che rendono GapFiller unico e adatto al workflow dell'insegnante.
Abbiamo qualche idea, vi provettiamo di continuare a lavorarci.

